Lug 132017
 

Per l’undicesimo anno consecutivo, e a seguito del successo crescente, dal 13 al 15 Luglio 2017 si terrà a Seneghe la Scuola Estiva Nazionale di Sviluppo Locale “Sebastiano Brusco”. Nell’ormai consueta cornice del Montiferru, il tema di quest’edizione sarà “Territori in movimento: Esperienza Leader e Progetti Pilota per le Aree interne”, due questioni di assoluta centralità nel quadro della PAC e delle attività definite nei PSR regionali, secondo una declinazione del paradigma dello sviluppo locale orientata sulla sua dimensione collettiva e partecipativa. Il programma è consultabile al link: http://www.scuolasviluppolocale.it/page.php?15

La Scuola, dedicata alla figura vitalmente ibrida dell’economista e sociologo Sebastiano Brusco, ha sempre cercato di raccoglierne lo spirito analitico, votato alla ricerca dei meccanismi di costruzione sociale di ogni azione di policy finalizzata allo sviluppo territoriale. In questa prospettiva, alla caratura accademica della Scuola si è costantemente combinata l’apertura a tutti i soggetti che proprio nel territorio rivestono un ruolo primario nella promozione dello sviluppo a dimensione locale. Questo intento si è tradotto nella definizione di un corso di alta formazione intensiva e di elevata qualità scientifica, rivolto non solo agli esperti del dibattito internazionale, ma anche ai portatori di esperienze sul campo, alle aziende e ai soggetti chiave dell’attuale quadro istituzionale (Regione ed Enti Strumentali, Fondazioni, Comuni e Camere di Commercio), operatori territoriali di sviluppo (Gal, Distretti, Agenzie di Sviluppo), esponenti delle comunità locali. La varietà di approcci teorici e di esperienze pratiche, riferiti ai sistemi produttivi locali, tanto di tipo industriale quanto di tipo rurale, ha reso lo spazio scientifico-didattico seneghese un luogo di confronto tra narrazioni di casi di sviluppo più o meno efficienti, valutati sistematicamente per la loro esemplarità, ma anche assunti come materiale empirico per un laboratorio analitico in costante evoluzione.

La solida reputazione conquistata dalla Scuola nel panorama socio-economico degli studi sullo sviluppo locale è legata all’ampio respiro di cui l’iniziativa, nata nel cuore dell’Alto Oristanese nel Luglio del 2006, si è sempre fatta espressione. Ai promotori originari si sono infatti aggiunti nel tempo altri soggetti istituzionali, tutti confluiti all’interno di una comunità scientifica inserita in una rete che coinvolge un numero crescente di docenti e alunni. La Scuola è emanazione congiunta del Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni dell’Università di Cagliari, del Dipartimento di Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economiche e Sociali (Istituto di Ricerca Sociale) e Master in Sviluppo Locale dell’Università del Piemonte Orientale, del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano Bicocca, del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica di Piacenza, del Centro Studi di Sviluppo Rurale dell’Università della Calabria, del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) e dell’Associazione culturale TERRAS – Laboratorio per lo sviluppo locale “Sebastiano Brusco”.

Questa edizione è realizzata con il contributo finanziario della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna e della Rete Rurale Nazionale 2014-2020, in particolare con il sostegno del CREA-Centro Politiche e Bioeconomia. Hanno altresì collaborato alla sua organizzazione il Comune di Seneghe, l’IRES Piemonte, l’Associazione Italiana di Scienze Regionali. La Scuola gode inoltre del Patrocinio dell’AIS (Associazione Italiana di Sociologia) nella sezione “Sociologia dell’Ambiente e del Territorio”.

Anche la scelta dello sfondo seneghese come sede di svolgimento delle giornate di dibattiti, seminari e lezioni nei quali la Scuola è articolata, non risponde a casuali considerazioni logistiche ma riflette la volontà di riprendere, esattamente nello stesso luogo in cui ebbe origine, le fila di un’esperienza pionieristica, vecchia di mezzo secolo per ragioni strettamente cronologiche, ma estremamente innovativa nei propri intenti e nelle proprie pratiche, tanto da avere lasciato un’eredità preziosa alla riflessione contemporanea sulla centralità dei territori come protagonisti della crescita economica. Nell’Alto Oristanese, infatti, si avviò il Progetto Sardegna dell’Oece (1958-1962), rimasto nella memoria della letteratura scientifica sullo sviluppo come un caso d’eccellenza, purtroppo incompiuto, di ricerca e azione in un contesto comunitario locale.

L’edizione in avvio si strutturerà in tre giornate, volte ad alimentare il dibattito in corso su due tematiche cruciali.

In primo luogo si discuterà del processo di rilancio delle aree interne, che a fronte di una narrazione pubblica fortemente critica si stanno spesso rivelando più resistenti e resilienti dei territori urbanizzati e hanno conservato maggiormente i propri caratteri e peculiari stili di vita, caratterizzandosi per percorsi di sviluppo potenziali radicati nei contesti territoriali. In molte di queste zone, infatti, si sono verificati processi di riassetto diversificati che hanno preservato, più che in altri contesti, i territori, gli insediamenti, le vocazioni produttive, la qualità dell’ambiente. La Scuola proverà a dare conto non solo delle ragioni che hanno generato una lunga storia di abbandoni in questi territori di margine, ma anche dei processi di adattamento più sfumati, che hanno consentito ad alcune risorse di mantenersi allo stato nascosto, di restare sottovalutate e, al contempo, preservate. A esse si riconduce la generazione di beni collettivi (paesaggio, qualità delle acque, biodiversità), che si presentano come esternalità positive sul territorio e che si caratterizzano come risposte a una serie di richieste provenienti da tutta la società, e in quanto tali in grado di rafforzare nuovi legami con le città Le aree interne vanno quindi pensate non solo come destinatarie di beni collettivi, ma anche in ragione della loro capacità di produrne.

Il secondo intento tematico della Scuola riguarderà l’iniziativa comunitaria LEADER, acronimo di Liaison Entre Actions de Développement de l’Économique Rurale, che nasce come politica sperimentale finalizzata a promuovere uno sviluppo integrato delle aree rurali, attraverso la sperimentazione, su piccola scala e con sostegni finanziari relativamente limitati, di azioni innovative, ideate e implementate da partenariati pubblico-privati, i Gruppi di Azione Locale (GAL). Le giornate seneghesi costituiranno una preziosa occasione per avanzare un primo bilancio su tali processi e per delinearne le prospettive future.

Il costante richiamo reciproco tra ricerca scientifica e attuazione progettuale articolerà dunque l’intero percorso di formazione intensiva lungo il quale la Scuola si dipanerà: se la mattinata sarà dedicata a definire il quadro tematico generale, attraverso gli interventi di alcuni degli studiosi più accreditati in ambito nazionale e internazionale, il pomeriggio sarà incentrato sulla presentazione di casi aziendali concrete o di esperienze di policy in progress, selezionati per la loro rilevanza rispetto al rapporto tra territorio e innovazione e raccontate direttamente dai protagonisti.

Comitato Scientifico

Benedetto Meloni (Direttore), Filippo Barbera, Enrico Ciciotti, Ester Cois, Maria Fonte, Franco Mantino, Serafino Negrelli, Paolo Perulli, Angelo Pichierri, Silvia Sivini

 

 

SEGRETERIA RESPONSABILE SCIENTIFICA E ORGANIZZATIVA

Stefano Carboni – Ester Cois – Domenica Farinella -Valentina Pacetti

Organizzato da

Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni

Viale Sant’Ignazio da Laconi, 78 – 09123 Cagliari

070-6753750 scuolaestiva@tiscali.it

www.scuolasviluppolocale.it

 

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